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Concattedrale di Santa Maria Assunta

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Dati aggiuntivi

  • Difficoltà: facile, portatori di Handicap
  • visita guidata: su prenotazione
Descrizione:

La basilica concattedrale di Santa Maria Assunta è il principale luogo di culto di Santa Lucia del Mela. La chiesa sorge accanto al Palazzo Prelatizio e il prospetto principale si affaccia sulla piazza Beato Antonio Franco ed è la più grande delle chiese di Santa Lucia del Mela. Ruggero I di Sicilia erige la chiesa primitiva dedicandola a santa Lucia, come voto di ringraziamento per la vittoria della battaglia sostenuta contro i saraceni. Sulla storia millenaria del tempio sacro ruggeriano è pervenuto ben poco, si può ricostruire una cronologia verosimile sulla base dei numerosi eventi che hanno inciso sul territorio e sull'intero comprensorio tirrenico. La cittadina è dapprima insediamento greco-romano, in seguito centro bizantino infine arabo.

Epoca bizantino-saracena
Edificio di culto cristiano verosimilmente insistente su preesistente manufatto o luogo di culto pagano.

Epoca normanna
L'impianto primitivo risale al 1094 per volontà rispondente a un voto formulato dal conte Ruggero del casato d'Altavilla, meglio conosciuto come Ruggero I di Sicilia o conte di Sicilia, padre di Ruggero II di Sicilia, bisnonno materno di Federico II di Svevia o Federico I di Sicilia del casato svevo degli Hohenstaufen. L'opportunità è colta assieme al fratello Roberto il Guiscardo per redimere una controversia, il pretesto per l'invasione e riappropriazione dell'isola, risiede nella richiesta d'aiuto da parte dell'Emiro di Siracusa, allora in lotta contro l'Emiro di Castrogiovanni, avviando di fatto l'inizio della completa riconquista normanna della Sicilia sottraendola al dominio arabo. Il ritorno alla sovranità di matrice cattolica costituisce l'impulso per l'edificazione di una serie di splendide cattedrali normanne in Sicilia, successivamente e ripetutamente rimaneggiate e riedificate per eventi posteriori, prevalentemente di carattere sismico. Tutto ciò è seguente ad un arco temporale, che dall'837 agli anni appena precedenti il 1094, vede Santa Lucia del Mela o «Mankarru» dominata dagli arabi, periodo del quale rimangono ancora oggi testimonianze architettoniche. Del tempio ruggeriano ad una sola navata e col prospetto rivolto verso il «Palazzo Prelatizio», restano solo le fondamenta nei vani inferiori al pavimento dell'attuale tempio e si sta procedendo affinché gli ambienti tornino nuovamente accessibili e visitabili.

Epoca spagnola
Del complesso edilizio d'impronta seicentesca sono identificabili innumerevoli ricostruzioni, ristrutturazioni, ampliamenti, restauri, migliorie effettuate nel corso dei secoli da far risalire sempre a cause naturali. L'edificio in esame è un monumento molto longevo, ubicato in un contesto intriso di storia millenaria. A parte rari e lievi eventi bellici di carattere locale, la stragrande maggioranza delle calamità che hanno interessato il centro abitato di Santa Lucia del Mela è costituita da eventi sismici che nel corso dei secoli hanno interessato vasti comprensori o province o zone della Sicilia[5], molte volte estese aree dell'Italia meridionale. Nello scorso millennio nella sola Sicilia sono documentati diverse decine di terremoti distruttivi, per essi vale sempre il distinguo delle tecniche e dei materiali di costruzione utilizzati nelle varie epoche, che falcidiavano distruggendole, intere comunità, metodologie fortunatamente superate. Le fonti non sempre provate e certificate ad appannaggio di soli cronisti storici nobiliari o d'istituzioni religiose, limitate territorialmente, andavano sistematicamente perdute a ogni disastro. Il sito normanno affronta i cataclismi riportati dalle cronache storiche siciliane del terremoto di Catania del 1169, del terremoto del 1º settembre 1295, del terremoto del Val di Noto conosciuto come Magnus Terremotus del 1542.
Secondo una pratica comune nel comprensorio, riscontrabile nei complessi del duomo di Santa Maria Assunta in Castroreale, della chiesa di San Francesco di Paola in Milazzo, del duomo di Santa Lucia di Mistretta che hanno subito il ribaltamento ingresso-abside, nella riedificazione del duomo luciese si assiste alla variazione d'asse con rotazione di 90º in senso antiorario, per cui il portale d'ingresso originariamente rivolto a levante, oggi si affaccia a settentrione.
Il processo di ampliamento e di abbellimento tra il 1592 e il 1642, su disegno di Vincenzo Ferriati di Novara di Sicilia, comporta la realizzazione di un impianto basilicale a tre navate. In un siffatto contesto, l'intervento del Ferriati, su commissione dei prelati Rao Grimaldi, Franco, Firmatura dei lavori iniziati nel 1592, ultimati nel 1642 che concernono la rotazione dell'asse, l'ampliamento e la riedificazione dell'edificio, si possono collocare cronologicamente a ridosso di due disastrosi terremoti: quello del 25 agosto 1613 conosciuto come "terremoto di Naso" che ha interessato l'intera costa settentrionale messinese e il sisma noto come terremoto della Calabria del 27 marzo 1638. Dopo il terremoto del Val di Noto del 1693 i lavori di restauro della chiesa assumono connotazioni e contaminazioni di stile tardo barocco o barocco siciliano come la gran parte delle costruzioni cittadine e in generale siciliane.

Epoca borbonica
Col sisma conosciuto come terremoto della Calabria meridionale del 1783 tutto il patrimonio artistico del comprensorio, compreso il casale di Barcellona e della vicina Pozzo di Gotto, subisce notevoli danni. Nell'archivio parrocchiale dell'arcipretura del tempo della chiesa di San Vito per il tragico evento, è spesso citata l'espressione di "violenti, continui e distruttivi tremuoti". Il terremoto della Calabria meridionale del 1894 è documentato cronologicamente ma, i resoconto trascurano di dettagliare i danni.

Epoca contemporanea
La chiesa subisce le offese del terremoto di Messina del 1908 che il prelato Ballo provvederà a ripristinare così come avviene anche per il sovrastante castello-santuario-seminario nel 1927. Il sisma del 16 aprile 1978 del Golfo di Patti procura altri danni che comportano lavori di consolidamento seguiti da una radicale opera di restauro che consegnano la cattedrale alla bellezza che tutti oggi possiamo ammirare. 

Informazioni

Santa Lucia del Mela - Via S. Sebastiano, 5

Contatti
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Nadir Byte