Il Museo Diocesano di Santa Lucia del Mela (Messina), inaugurato nel 1990 per volere di mons. Raffaele Insana, ha sede al pianterreno del Palazzo Vescovile, edificato nel 1608, adiacente alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, con lo scopo di conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico proveniente dal Duomo e dal territorio luciese.
L'itinerario museale si sviluppa lungo tre sale espositive.
Sala I
Nella prima sala è conservata una piccola raccolta etnografica, dedicata alle testimonianze della civiltà contadina locale.
Sala II
Nella seconda sala è custodito il Tesoro della Concattedrale e della Prelatura, tra cui si notano:
- Reliquiario a forma di mano di santa Lucia (seconda metà del XVII secolo), opera di Francesco Bruno.
- Corona di statua (1691), in argento e gemme rosse di argentiere messinese.
- Ex voto, tra cui una serie di numerosi occhi apotropaici, in lamina d'oro e d'argento ed una selezione dei preziosi gioielli di santa Lucia, dei quali si notano:
- Orecchini (prima metà del XIX secolo), in oro inciso a bulino con placchetta di porcellana dipinta, opera di oreficeria messinese (struttura) e di maestranze della Real Fabbrica di Napoli (placchetta).
- Orecchini a cerchio (prima metà del XIX secolo), in oro e sferette d'oro, di oreficeria trapanese.
- Parures con lavorazione en repoussé floreali (seconda metà del XIX secolo), in oro inciso, liscio e a fili all'uncinetto e perline, di oreficeria siciliana.
- Parures con lavorazione en repoussé floreali (seconda metà del XIX secolo), in oro inciso a bulino, oro ritorto, oro a fusione, perline e paste vitree, di oreficeria siciliana.
- Collana con pendente a cuore (seconda metà del XIX secolo), in corallo, filigrana e lamina d'oro.
- Collana con pendente a tre piastre rettangolari (seconda metà del XIX secolo), in oro inciso a bulino, oro ritorto, oro a fusione, perline e paste vitree, di oreficeria siciliana.
Sala III
Nella terza sala sono esposti preziosi paramenti sacri, databili dal XVI al XIX secolo, testimonianze della fiorente produzione della seta nel territorio della Prelatura, divenuto nei secoli fornitore maggiore del materiale grezzo per le maestranze messinesi.