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Punta Messinese

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Dati aggiuntivi

  • Difficoltà: medio
Descrizione:

Punta Messinese rappresenta l’estremità del Promontorio di Capo Milazzo, un luogo di straordinaria bellezza naturale e di grande interesse storico. Al centro di questa affascinante area si trova la piscina naturale conosciuta sin dall’antichità come “Mare Morto” e più recentemente denominata “u laghettu” o “Piscina della Portella”. Solo negli ultimi anni è comparso il nome evocativo di “Piscina di Venere”, sebbene non abbia alcun riscontro nella toponomastica storica locale. Il percorso per raggiungere questa meraviglia ha inizio dal piazzale di Sant’Antonio, accanto alla scalinata che porta alla chiesa omonima. Qui, una stradina delimitata da tradizionali muretti a secco si inoltra in direzione del faro, attraversando un paesaggio ricco di vegetazione mediterranea.

Alla fine del sentiero, svoltando a sinistra, si entra in un vasto uliveto, custode di una lunga tradizione agricola. Gli alberi secolari testimoniano l’importanza che l’olivicoltura ha avuto per Milazzo nei secoli passati. Il percorso culmina all’estremità dell’altopiano, a circa 60 metri sul livello del mare, su una sottile lingua di roccia calcarea stretta tra due falesie. Qui il panorama è mozzafiato: la particolare conformazione dello sperone di roccia e la spettacolare veduta sul mare danno l’impressione di essere sospesi tra cielo e acqua, quasi sulla prua di una nave in navigazione.

La vista spazia da ovest a est lungo la costa settentrionale della Sicilia, da Capo d’Orlando fino a Capo Rasocolmo, con il litorale calabrese che si estende all’orizzonte. In lontananza, si distinguono otto vulcani, tra attivi e spenti: l’Etna e le sette Isole Eolie, che emergono imponenti dalle acque. Guardando in basso, si domina l’intera Baia di Sant’Antonio, dalla Torre del Palombaro fino a Monte Trino, mentre sul lato opposto si staglia Punta Gamba di Donna. Lungo la discesa, scolpita nella roccia calcarea da una mano ignota, si trova l’incisione di un fiore accompagnata dalla data “1940”, un enigmatico segno lasciato dal tempo.

Scendendo ancora, si incontra un grande masso calcareo perforato da piccoli fori, testimonianza dell’antica presenza di molluschi litodomi, conosciuti come datteri di mare. Questi organismi scavano la roccia per insediarsi al suo interno, un’attività che avvenne quando il masso si trovava ancora sommerso. Oggi, la sua posizione attuale è una prova tangibile del lento ma continuo innalzamento geologico di Capo Milazzo.

Proseguendo, il sentiero conduce a un pianoro da cui un bivio sulla sinistra permette di raggiungere la Torre del Palombaro, situata nella suggestiva Baia di Sant’Antonio. Il percorso principale invece porta fino a Punta Messinese, da dove si apre la vista sullo Scoglio della Portella e sulla famosa piscina naturale, uno degli angoli più spettacolari della costa milazzese. Per il suo valore ecologico e paesaggistico, questa zona è stata riconosciuta come S.I.C. (Sito di Interesse Comunitario) con decreto ministeriale del 3 aprile 2000, nell’ambito delle Direttive Comunitarie 92/43 e 79/409, ed è parte integrante della rete di aree protette “Natura 2000”. Inoltre, alcuni habitat presenti a Capo Milazzo sono classificati come meritevoli di conservazione secondo la Convenzione di Barcellona.

L’area conserva anche importanti tracce della presenza umana sin dalla preistoria. Nel settembre 1970, l’archeologo Domenico Ryolo rinvenne frammenti di ciotole con decorazioni impresse e incise, insieme a nuclei di ossidiana provenienti dalle Isole Eolie. Questi reperti suggeriscono l’esistenza di un antico insediamento preistorico situato tra il Faro e Punta Messinese, un’area ancora da esplorare completamente. Oggi, i manufatti ritrovati sono custoditi nell’Antiquarium archeologico di Milazzo, a testimonianza della lunga e affascinante storia di questo luogo straordinario.

Informazioni

Milazzo - Via faro, 1

In collaborazione con

Menadì